L’argomento che sarà trattato in questo post a mio avviso non è politico. La scuola, così come altri aspetti della vita sociale di questo paese, dovrebbe essere affrontata indipendentemente dall’ideologia politica per il bene del paese. Maggiormente quando si parla di scuola il cui obiettivo dovrebbe essere la formazione dei nostri giovani e la formazione deve andare con al passo con i tempi e non certo con la politica.
Nei giorni scorsi ha destato stupore una risposta comparsa sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione in merito ad una richiesta di chiarimenti rispetto alla preoccupazio0ne di un genitore in merito all’abolizione del laboratorio di informatica nella scuola primaria. La risposta concludeva con questa frase "La scuola, nella sua autonomia didattica e organizzativa, potrà organizzare le attività e gli insegnamenti facendo in modo di assicurare la massima funzionalità dei servizi. D’altra parte converrà che l’insegnamento dell’informatica non e’ prioritario nella scuola primaria" Una risposta che ha suscitato allarme fra gli insegnanti ed i genitori, non fra i giornali che hanno taciuto la notizia o l’hanno messa in secondo piano. Nei blog e nei social network invece si e’ discusso molto del fatto che il ministero non consideri, nell’anno 2009, prioritario l’insegnamento dell’informatica. Oggi quella risposta e’ stata modificat e l’ultima frase cancellata (Consulta le Faq e vai alla numero 23). Ma il danno ormai e’ stato fatto. Quello che piu’ mi ha sconcertato sono le discussioni che si sono aperte su quella frase e in una di queste con un’insegnante di informatica mi ha lasciato sconcertato questa affermazione "… la vera domanda è la seguente: Quanti ragazzi, senza distinzione di età, sanno ragionare con i propri neuroni ? Nella mia piccola esperienza la risposta è " molto pochi ", per cui perchè dovrei insegnar loro informatica ? Se non sono in grado di ragionare, è solo tempo perso e non ha senso dedicarlo a questi soggetti !"
In sintesi un insegnante che afferma che e’ inutile perdere tempo con i ragazzi perché una minima parte di loro riesce a ragionare e quindi perche’ insegnare loro informatica. Beh direi io … perche’ allora fai l’insegnante … I problemi della scuola sono molti e non ultimo certo la preparazione degli insegnanti oppure il fatto che la scuola, benche’ le vengano imputate molto responsabilità, e’ inserita in un contesto sociale dal quale non si puo’ prescindere. La fatica sprecata puo’ essere quella di proporre certi modelli durante le ore di scuola mentre poi quando i ragazzi escono i vanno a casa i modelli sono totalmente opposti. Il modello e’ il giocatore che guadagna milioni di euro sono per divertirsi, oppure il ragazzo che entra in una casa osservato 24 ore su 24 da una batteria di telecamere e quando esce diventa un personaggio televisivo famoso, o peggio ancora il ragazzo che partecipa sempre ad una di queste trasmissioni poi gli viene fatto vincere il Festival di Sanremo, insomma tutti modelli che niente hanno a che fare con lo studio e l’impegno costante nella vita. Perche’ un ragazzo di 16 dovrebbe studiare quando i modelli che gli vengono proposti non sono in grado di rispondere ad una domanda qualsiasi che comporti una preparazione di scuola elementare o addirittura materna ? Questo e’ il contesto sociale in cui si trova ad operare la scuola, se poi ci mettiamo in mezzo insegnanti come il tipo che ha scritto quella frase, che spero siano molti pochi, il risultato e’ quello che abbiamo davanti. In questo contesto la volonta’ del Ministero di considerare l’informatica, nell’era in cui l’informatica e’ diventata una disciplina trasversale che e’ indispensabile in ogni settore della vita sociale e produttiva di un paese, e’ quanto meno allucinante e fuori dal tempo. Ed e’ altrettanto sconcertante che chi sta all’opposizione non abbia minimamente sottolineato questo indirizzo del Ministero. Insomma in Italia le cose vanno male ma sia a causa di chi ci governa e di chi fa opposizione e ci ha governato in passato. A conferma che l’ideologia politica quando si parla di certi aspetti della vita di un paese.







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