
Era un ganzo ir mi’ babbo
Lavorava a Firenze ed aveva a disposizione solo un giorno alla settimana per dedicarsi alla famiglia, a Bimbo suo figlio, ed Anna sua moglie. Non si dimenticava mai di loro, nemmeno quando era al lavoro circondato da tutte quelle belle figliole che gli giravano intorno al ristorante. Quando aveva il giorno libero, era sempre pronto a giocare con suo figlio oppure, in estate, caricava figlio e moglie sulla sua bella moto per portarli al mare. A volte accadeva che per giocare con il suo bimbo combinasse qualche guaio ed allora Anna si arrabbiava, ma chi ci andava sempre di mezzo era quel bimbetto dagli occhi azzurri come il padre e la madre.
Era un ganzo ir mi babbo
Quel giorno babbo e figliolo la combinarono grossa. Il babbo aveva portato alla sua cara moglie un servito di bicchieri di cristallo, quelli che si usavano per lo champagne. Si trattava di bicchieri che non erano più utilizzabili al ristorante, Anna li aveva lavati e puliti tutti, uno per uno, con grande cura per paura di romperli. Li aveva poi disposti tutti e ventiquattro in fila, rovesciati ad asciugare sul lavandino della cucina mentre il babbo e Bimbo giocavano con una palloncino. Era uno di quei palloncini che si compravano alle fiere e che aveva perso tutto il gas che lo faceva galleggiare in aria. Il babbo lo aveva gonfiato ed ora ci giocava con il figlio. Se lo tiravano l’un l’altro, un colpo lui, un colpo il bimbo ed il palloncino svolazzava da uno all’altro in mezzo alla cucina. Anna li guardava preoccupata e ogni tanto lanciava loro un avvertimento “Smettetela prima di combinare qualche guaio” Ma loro continuavano ed il babbo cercava di tranquillizzarla “Non ti preoccupare Anna, si gioca e basta non combiniamo niente”
Era un ganzo ‘ir mi babbo
Il palloncino svolazzava dal babbo al bimbo e viceversa fino a quando il bimbo lo colpì in un modo strano. Il palloncino volteggilò, si alzò in aria e si buttò a capofitto verso il piccolo esercito di bicchieri tutti ben disposti sul lavandino. Il babbo provò ad allungare un braccio per prenderlo al volo, ma non arrivò nemmeno a sfiorarlo. Il palloncino nella sua caduta libera si posò sul primo bicchiere della fila, il babbo ed il bimbo trattennero il fiato mentre Anna, osservando la scena, stava cambiando colore. Il bicchiere, appena sfiorato, cominciò ad oscillare un pò a destra, un pò a sinistra, un pò avanti, un pò indietro fino a quando s’inclinò verso il suo vicino. Fu un attimo. Il secondo bicchiere appena toccato s’inclinò subito mentre il primo andava in pezzi. La reazione era ormai stata innescata e ad uno ad uno i bicchieri cascavano come birilli andando ad urtare ognuno il proprio vicino e terminando la corsa frantumandosi sul lavandino. Fu una strage e non se ne salvò nemmeno uno.
Era un ganzo ‘ir mi babbo.
Anna era infuriata e il suo ricciolo d’oro, che di solito se ne stava a riposare in mezzo ai suoi capelli, si alzò all’improvviso per mostrare tutta la sua rabbia. Tentò di scaraventarsi verso bimbo con la mano alzata pronta a lasciare l’impronta delle cinque dita sulla guancia del bimbetto. Stava quasi per arrivare al suo obiettivo quando si trovò davanti il babbo che, sorridente, le fermava la mano. Lei sembrava infuriarsi maggiormente quando il babbo le stampò un bacio sulla bocca e mentre lei tentava di liberarsi da quella morsa che la teneva a freno … il babbo staccò le labbra da quelle della moglie e disse “Stai tranquilla, Anna, calmati … domani te ne porto altri 24 e tutti belli puliti .. e poi il bimbo non ha colpa .. sono stato io”. Lei lo guardò infuriata .. poi il ciuffo ribelle si abbassò, fece un bel sorriso e la mano a cinque dita si trasformò in una bella carezza sulla guancia del suo bimbo. Si voltò ed andò a pulire il lavandino.
Era un ganzo ‘ir mi babbo




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