Le dichiarazioni del segretario della CGIL, il sindacato più a sinistra delle tre sigle principali, dopo il via alla proposta di modifica del diritto di sciopero con l’introduzione dello sciopero virtuale, sono a dir poco allucinanti "Temo svolte autoritarie" .. e ancora .. "È un’idea vecchia di quindici anni (lo sciopero virtuale). Penso che in alcuni casi limitatissimi sia una soluzione perseguibile ma non può sostituire le altre modalità di sciopero".
Allora se il paese sta andando nella direzione attuale certamente ce lo sta portando il governo ed il presidente del Milan, ma di certo la strada gli viene spianata da tutti, sindacati compresi e soprattutto quella parte del sindacato che dovrebbe appunto essere più vicina ai bisogni dei lavoratori. Ma d’altra parte che cosa ci si può aspettare da un segretario della CGIL che sembra un lord inglese sei nei modi che nell’aspetto esteriore.
Epifani sveglia … ma quali svolte autoritarie temi ? Che cosa ci vuole per farti capire che in questo paese il regime si è gia insediato ? Devono arrivare i carri armati a proibirti anche di uscire di casa o fare interviste ai giornali ? Oggi lo sciopero virtuale, domani via lo sciopero ed anche il diritto di parola. Una soluzione perseguibile ? Ed il sindacato sarebbe disposto a indire uno sciopero virtuale dove i lavoratori sono costretti ad andare al lavoro e comunque non sono retribuiti ? Ma credo che Epifani debba andarsi a rileggere qualche testo dove si parla di sciopero e di forme di lotta. Lo sciopero è uno strumento di lotta dei lavoratori per far valere i propri diritti e che dovrebbe prima di tutto causare disagi ai propri datori di lavori e non hai lavoratori stessi.
In questo paese alla fine dei conti, il presidente del Milan circondato da ex fascisti neri e dai nuovi fascisti verdi nfa altro che portare avanti la sua linea per instaurare un regime in cui nessuno più possa protestare o contestare il suo operato. Non è una novita avevamo avuto per altre due legislatore questo faccenderie alla guida del paese e sapevamo esattamente quali erano i suoi intenti. Qui chi viene a mancare è un’opposizione seria e dura, grazie da una parte allo sfascio causato da Veltroni con il suo Partito Democratico e proseguito ora da Franceschini, e dall’altra dal sindacato che ha iniziato a dividersi sulla base delle tendenze politiche. Ma se ora anche la CGIL non ha il coraggio di respingere senza possibilità di confronto il tentativo di abolire lo sciopero e anzi ritiene che in alcuni casi questa limitazione sia giusta, allora non è solo Berlusconi che ci porterà alla rovina ma sono anche tutte quelle componenti che avrebbero dovuto contrastarlo.




Tutti i nodi vengono al pettine oppure il tempo ci dirà come stanno le cose … insomma prima o poi le tresche, i tradimenti, i complotti vengono alla luce del sole. Sebbene nella caduat del governo Prodi abbia avuto un ruolo determinante la nascita del partito democratico e soprattuto il suo leader Walter Veltroni, non si può nascondere che Mastella abbia recitato una parte da protagonista e non certo da comprimario come intende far credere. D’altra parte questa strada era stata tracciata da Prodi stesso quando assegnò il ministero della Giustizia al Mastellone piuttosto che al suo pretendente naturale l’ex magistrato Di Pietro. Le dimissioni di Mastella, che costituirono la classica goccia che fece traboccare il vaso e portarono alla caduta del governo Prodi, a qualcuno sembrarono ispirate dal Presidente del Milan. Smentite da ogni parte naturalmente ma oggi tutto sembra più chiaro. Mastella non partecipò alle elezioni politiche del 2008 ma oggi eccolo annunciare la sua candidatura per le europee e indovinate per chi correrà ? Ma naturalmente per il Pdl del cavaliere !!! Ecco chiuso il cerchio ed ecco che i conti tornano tutti. Mastella sembrava un poltico bruciato dopo la nascita del PD e dopo le dimissioni scaturite da un avviso di garanzia poi svanito come una bolla di sapone. Dimissioni che apparvero piuttosto strane in quanto rilasciate da un uomo politico dalla radici democristiane, cioè da quel partito che aveva fatto dell’attaccamento alla poltrona un ideale irrinunciabile. Mastella invece non ci pensò due volte da una parte per sganciarsi da un’allenza scomoda, dall’alltra per non contradirre, da bravo picciotto,il suo padrino: il presidente del Milan. E da buon padrino il cavaliere non si è dimenticato del favore resogli dal picciotto Mastella: ecco allora che il buo Mastella viene ripescato ed inserito in un accordo con il Pdl per portarlo di nuovo ad occupare una poltrona quella del parlamento europeo. Ecco questo è uno dei grandi mali della politica italian, non la frammentazione, non la nascita di tanti piccoli partiti, ma soprattutto il comportamento mafioso di certi politica che disinvoltamente passano da uno schieramento ad un altro fregandosene dei propri elettori. C’è una ciambella di salvataggio alle prossime europee: il voto di preferenza …. usiamolo.

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