28
feb
09

In stelle di pensieri

Vedo stelle inchiodate
nel cielo immobili
ammiccare alla vita

Come pensieri sparsi
stretti nel cuore
riempiono l’anima

Sentieri tortuosi
segnati dalla mente
percorsi senza meta

Scorre il tempo
dei ricordi incisi
su ogni pietra del lungo cammino

Torno su passi
antichi dispersi nell’universo
testimoni di emozioni
mentre suona una chitarra
accompagna una voce
scolpita per sempre
nella memoria

27
feb
09

Fra mare e fiume

27
feb
09

Berlusconi uccide si la democrazia ma con la complicità del PD e dei Sindacati

Le dichiarazioni del segretario della CGIL, il sindacato più a sinistra delle tre sigle principali, dopo il via alla proposta di modifica del diritto di sciopero con l’introduzione dello sciopero virtuale, sono a dir poco allucinanti "Temo svolte autoritarie" .. e ancora .. "È un’idea vecchia di quindici anni (lo sciopero virtuale). Penso che in alcuni casi limitatissimi sia una soluzione perseguibile ma non può sostituire le altre modalità di sciopero".

Allora se il paese sta andando nella direzione attuale certamente ce lo sta portando il governo ed il presidente del Milan, ma di certo la strada gli viene spianata da tutti, sindacati compresi e soprattutto quella parte del sindacato che dovrebbe appunto essere più vicina ai bisogni dei lavoratori. Ma d’altra parte che cosa ci si può aspettare da un segretario della CGIL che sembra un lord inglese sei nei modi che nell’aspetto esteriore.
Epifani sveglia … ma quali svolte autoritarie temi ? Che cosa ci vuole per farti capire che in questo paese il regime si è gia insediato ? Devono arrivare i carri armati a proibirti anche di uscire di casa o fare interviste ai giornali ? Oggi lo sciopero virtuale, domani via lo sciopero ed anche il diritto di parola. Una soluzione perseguibile ? Ed il sindacato sarebbe disposto a indire uno sciopero virtuale dove i lavoratori sono costretti ad andare al lavoro e comunque non sono retribuiti ? Ma credo che Epifani debba andarsi a rileggere qualche testo dove si parla di sciopero e di forme di lotta. Lo sciopero è uno strumento di lotta dei lavoratori per far valere i propri diritti e che dovrebbe prima di tutto causare disagi ai propri datori di lavori e non hai lavoratori stessi.
In questo paese alla fine dei conti, il presidente del Milan circondato da ex fascisti neri e dai nuovi fascisti verdi nfa altro che portare avanti la sua linea per instaurare un regime in cui nessuno più possa protestare o contestare il suo operato. Non è una novita avevamo avuto per altre due legislatore questo faccenderie alla guida del paese e sapevamo esattamente quali erano i suoi intenti. Qui chi viene a mancare è un’opposizione seria e dura, grazie da una parte allo sfascio causato da Veltroni con il suo Partito Democratico e proseguito ora da Franceschini, e dall’altra dal sindacato che ha iniziato a dividersi sulla base delle tendenze politiche. Ma se ora anche la CGIL non ha il coraggio di respingere senza possibilità di confronto il tentativo di abolire lo sciopero e anzi ritiene che in alcuni casi questa limitazione sia giusta, allora non è solo Berlusconi che ci porterà alla rovina ma sono anche tutte quelle componenti che avrebbero dovuto contrastarlo.

26
feb
09

Dietro le sbarre

26
feb
09

Il fascismo piu’ coerente e meno ipocrita di questo regime di centro destra

Almeno durante il fascismo il diritto di sciopero non esisteva e quindi si sapeva che non era possibile esercitare questa forma di lotta, c’era una dittatura coerente e senza ipocrisia. Oggi siamo in presenza di un regime che non ha il coraggio di palesare apertamente le aspirazioni dittatoriali del suo capo, il presidente del milan, ma sforna leggi che non hanno niente da invidiare nella sostanza alle leggi fasciste. Solamente che tali leggi non si esplicano in forma altrettano chiara e, non solo prendono in giro il popolo italiano prendendosi gioco della sue capacita’ di capire, ma in maniera strisciante stanno instaurando una dittatura subdola dalla quale non sara’ facile liberarsi. Ronde, schedature, caccia all’immigrato, esercito nelle strade ed oggi cancellazione del diritto di sciopero. Ops scusate non e’ vero … si potra’ scioperare ma solo virtualmente. Si si .. non sono stato colpito da un nuovo virus della rete e dalla sindrome di Second Life, la vita parallela della rete, il provvedimento che il governo, chiamarlo cosi’ e’ ormai un’offesa per la democrazia, sancisce il diritto di sciopero virtuale nei trasporti pubblici: lo sciopero viene proclamato ma i lavoratori invece di scendere in piazza a manifestare che cosa dovranno fare ? Semplice lavorare. Scusate, di solito non uso termini volgari nei miei post, ma non saprei come definire questo provvedimento con altri termini che questo: un’enorme cazzata. Ma una cazzata che ci costera’ cara. Ancora non e’ chiaro se per lo sciopero virtuale si adottera’ anche lo stipendio virtuale, nel senso che il lavoratore che sciopera e che dovra’ lavorare naturalmente prendera’ per quel giorno uno stipendio virtuale. Secondo me l’accordo sulla costruzione delle centrali nuecleari ha gia’ prodotto i suoi effetti e le radiazioni, che ancora sono sulla carta visto che le centrali non ci sono, hanno gia’ prodotto i loro effetti. Ma non e’ finita qui … visto che comunque lo sciopero sara’ virtuale e non ci saranno conseguenze non si potevano immaginare altri tipi di restrizioni, ed invece che cosa ti ha inventato questo regime del terzo millennio ? ecco qui l’ulteriore trovata. Possono proclamare uno sciopero sono le organizzazioni sindacali che hanno piu’ del 50% di rappresentativita’, quindi piu’ o meno nessuna, e per le altre ci vorra’ un referendum consultivo preventivo ed obbligatorio. Ma non si faceva prima a dire … Lo sciopero nel trasporto pubblico e’ proibito … Ah no questo sarebbe stato un provvedimento di tipo fascista nero … invece cosi’ e’ solo un provvedimento fascista ma verde… Italiani se non alziamo la testa e scendiamo in piazza questo regime piano piano e nemmeno tanto velatamente una mattina ci fara’ trovare i carri armati nelle piazze .. l’esercito c’e’ gia’. .

26
feb
09

Monete di pensieri

tengo pensieri in testa,
soldini sparsi per le tasche
in attesa di essere spesi,
seminati su pavimenti colorati

emozioni confuse nascoste,
sotto tappeti in trame di porpora,
tintinnano nel cuore
a spargere centesimi d’amore

fruga la mano in cerca di monete,
arranca nell’aria di stanza vuota,
sottile parete liscia  con cura
come seno di donna ad accarezzare

fugge speranza stasera
mentre versi arrivano dal filo
portati da onde di ricordi e amore
a mescolar le onde dell’anima

tocca il mio cuore e senti come batte

25
feb
09

Nucleare: non solo un passo indietro ma anche una questione etica

Certo parlare di questioni etiche e di rispetto quando si parla del presidente del milan e del suo hobby della politica ormai fa sorridere, ma per chi il rispetto e’ un valore imprescindibile, il cavaliere non finisce mai di stupire e gettare nello sconforto. Questa volta si parla del nucleare. Il paese si era espresso con un referendum nel 1987 dicendo chiaramente no all’uso dell’energia nucleare nel nostro paese, ed allora mi chiedo: se si intende tornare indietro da quella decisione, non sarebbe opportuno far esprimere ancora una volta il paese ? Si mi rendo conto della mia pretesa che sfiora l’utopia, d’altra parte non sarebbe il primo referendum il cui risultato e’ stato disatteso. Tutti ricordiamo l’esito dela consultazione sul finanziamento pubblico dei partiti, l’Italia disse chiaramente ed a larga maggioranza no, ma da quel referendum si trovo’ una scappatoia molto piu’ velocemente. In quel caso c’erano di messo gli interessi di tutti i partiti, ed oggi siamo punto e a capo anche su quella materia. E’ vero che dal dire al fare c’e’ di mezzo il mare ed in questo caso, quello delle centrali nucleari, c’e’ di mezzo un oceano. Si perche’ nessuno ha fatto trapelare dove saranno costruite le centrali nucleari ed i sindaci dei comuni piu’ papabili sono gia’ sul piede di guerra. Nessuno le vorra’ sul proprio territorio ed allora assisteremo ancora una volta a manifestazioni, incidenti, esercito chiamato a reprimere la protesta e via dicendo, una rappresentazione gia’ collaudata. Il tutto per ricorrere ad una fonte energetica che non sara’ il futuro per il nostro paese. Per prima cosa perche’ dipenderemo ancora da approvigionamenti provenienti dall’estero, oggi il petrolio, domani l’uranio. Secondo perche’ avremo come tutti il problema dello smaltimento dello scorie, terzo perche’ si tratta ancora di una tecnologia la piu’ pericolosa. E quindi il paese che piu’ di tutti per esempio avrebbe modo di sfruttare sole e vento o altre fonti energetiche, no si butta sul nucleare. Si prevedono tempi lunghi comunque, promesse del governo a parte, che come al solito fa annunci ma non li fa seguire ad un programma ben definito. L;improvvisazione accompagnata da arroganza al potere.




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